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venerdì 22 giugno 2007

Ecco a voi le vele, per volare sempre piu in basso nella sfera della societa'

Le Vele signori miei le vele sono un'obbrobrio e non solo mi è stato difficile scrivere di esse poiche c'e un misto di schifo odio e d'affetto.
Le vele dal punto di vista architettonico sembra essere uan struttura di qualita' eccellente cosi si dice nelle schede tecniche che ho letto in giro
per scrivere di queste ho voluto andare in giro per il web no che non le conoscessi altro che se le conosco
struttura talmete resistente che non e' caduta manco con il tritolo si dice in giro che sia tenuta su dalle'
anime dei morti che ci so stati buttati dentro e non vi impressionate tanto so morti e ormai pure ben cementati non usciranno di li
le vele piu vado avanti e piu mi e difficile spiegarle sono una struttura a mio avviso che somigliante a quella di un carcere ci siete
mai stati dentro?? si potrebbe viverci dentro per tutta una vita come un'ergastolo senza bisogno di uscirne mai tanto brulicante e la vita la dentro
che sembra gia una vita a se stante non ti mancherebbe nemmeno il necessario perche al primo piano ci sta a signora che vende
o pan piu in la ci trovi pure quella che vende le sigarette se hai bisogno della bottiglia d'olio della candeggina della pasta
insommma ci trovi di tutto e di piu si il piu e stato ampiamente ripreso nelle tivvu a piu riprese
si dice in giro che abitino solo anime dannate per lo piu drogati o spacciatori e comunque solo la feccia della societa'
bhe none cosi so solo che lo stato qui dentro non ci entra
il resto potrei dirlo portando alla ribalta storie di piccole vite vissute all'ombra di questi carceri chiamate case
non ho bei ricordi di questo posto non l'ho sentito mai mio
e se non ci fosse stato un pezzo della mia esistenza non vi avrei mai messo piede
ma non avrei mai saputo cosa mi sarei persa
ho visto cose che voi umani di citta' non vedrete mai ed'era la normalita'
ho visto la dentro persone con un'umanita che sara' difficile trovare nell'altra societa'
ho visto persone donarmi il loro necessario solo per offrirmi ospitalita'
non pensate mai che li dentro ci viva solo la feccia della societa'
ma le vele oltre che un'orrenda struttura e anche una grande ingiustizia sociale

per l'altra faccia delle vele quella ovvero portata alla ribalta dalle tivu nazionali e giornali vi rimando ai tantissimi link che troverete in rete io volevo portare il lato umano che sembra impossibbile trovare in questi che i piu definiscono contenitori di bestie dedite alll'illegalita' e supermercato della droga.

Segnalato da Virginia


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sabato 16 giugno 2007

Là dove c'era l'erba ora c'è... il muro di Berlino

Questa è la triste storia di una strada della mia città, Via Naviglio. Una via dove ho abitato molti anni fa.
Nelle foto che ho recuperato dalla scatola dei ricordi anche grazie ad alcuni amici e che risalgono a esattamente vent’anni fa, potete ammirare la bellezza degli alberi che adornavano un giardinetto con annesso parcheggio, proprio adiacente alla sede del Rione Rosso, uno dei rioni del Palio di Faenza. Le prime due foto ritraggono l’angolo di Via Naviglio con Via Campidori, all’altro lato della quale sorge il bellissimo Palazzo Ferniani, risalente al sec XVII.

Anche la sfilata del Palio era più bella negli anni '80.

Un giorno di agosto, e si disse in città che si approfittò delle vacanze e della vacanza di alcuni assessori, fu approvato il piano per la realizzazione del nuovo Palazzo delle Poste, realizzato poi a cavallo tra gli anni ‘80 e ‘90.
Una mattina il rumore inequivocabile delle motoseghe decretò la morte di tutti gli alberi della strada e la fine del giardinetto dove d’estate i giovani e gli anziani si ritrovavano a chiacchierare o a bere qualcosa.
Al loro posto questo capolavoro di arte architettonica moderna. Il bello è che utilizzando i mattoni credono di aver rispettato l’arredo urbano della città. Non è necessario essere architetti per notare l’orrore da pugno nello stomaco che provoca la vicinanza tra l’austero ma bellissimo palazzo seicentesco e quella specie di capolavoro di edilizia carcerario-concentrazionaria che occupa uno spazio spropositato rispetto all'ampiezza della strada.


Via Naviglio è ormai una delle poche strade di Faenza dove non ci sono alberi. Per fortuna abbiamo tanti parchi, grandi e piccoli in città e spazi di verde un po’ ovunque, ma la povera Naviglio è solo un tripudio di case e traffico, puzza e rumore.

Qualcuno potrebbe chiedersi: beh, almeno con un Palazzo delle Poste così chissà che comodità. Pensate che all’interno vi è la bellezza di 12-14 sportelli potenzialmente operativi. Generalmente ne sono aperti due per le raccomandate (quando va bene e hanno la fila che finisce in strada), due per i pagamenti (proprio quando stanno per scoppiare i tumulti dei Ciompi ne aprono un terzo), e un altro paio per altre incombenze. Tutto il resto è per bruttezza. Pagare una bolletta significa fare sempre la fila e dover lottare con impiegati per i quali il tempo che trascorre è un dettaglio. In compenso mentre aspetti puoi guardarti i DVD, i CD, le pentole, i libri, la cancelleria, le magliette, i giocattoli e gli accessori da telefonia.
Oltre al danno la beffa, quindi. Questo nuovo palazzo delle Poste non ha portato alcun miglioramento nel servizio per i cittadini e ha privato una città di una parte del suo verde. Agli amici che abitavano di fronte ha causato un esaurimento nervoso ma questa è un’altra storia.

Un ultimo sguardo della memoria al bel giardinetto dei miei vent'anni... (Si, penso proprio di ricordare che gli fecero la multa, al tizio del furgone).


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mercoledì 13 giugno 2007

Firenze-Prato: il primo ristorante vegano da Vega



Purtroppo non sono riuscito a fare una foto migliore che mostri (verbo quantomai adatto, n.d.Cima) l'astronave in tutta la sua bellezza; si vede che anche la macchina digitale rimane impressionata...
Comunque, veniamo ai fatti. Anni fa un'astronave venusiana, in viaggio verso Alpha Centauri, ebbe dei problemi all'acceleratore protonico e fu costretta ad un atterraggio di emergenza nella piana tra Firenze e Prato. In attesa del pezzo di ricambio - che come minimo arriverà nel 2100 -, l'astronave è stata destinata a diversi usi; l'ultimo è un ristorante per gruppi turistici.
Nel frattempo la zona industriale si è estesa intorno all'astronave e così, tra un piatto di tagliatelle ed un antipasto misto, si gode di una splendida vista sui capannoni delle chinatown fiorentina.

Dopo tutti questi anni non mi sembra nemmeno così brutta, per cui mi chiedo: non è poi male o la bruttezza è un male che dà assuefazione ?

Segnalato da Simone B.


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giovedì 31 maggio 2007

Trieste: piscina Bianchi

signor cima mi scuso io ti lascio qui un link perché vado veramente e press piccirillo casa e fatica mi rendono il tempo da dedicare al mio passatempo sempre piu poco
facciamo cosi ti lascio qui il link perché non trovo la fotografia fatta da me ma rende bene anche questa immagine trovata in rete quello che voglio dire

Trieste: piscina Bianchi

in sintesi questo ideatore costruttore o chi esso sia si era scetato nu poc sotto e ncoppa quella mattina o il mondo che va all’incontrario o qualcuno si e divertito nottetempo a ribaltagli l’edificio
nono e vero è la nuova piscina bianchi di trieste inserita tra un palazzo delle assicurazioni loyd e un’altra chicca dell’orrore il centro commerciale le torri insomma tre edifici che tra di loro non hanno nessun legame nessun nesso e stonano pure assai

segnalato da Virginia
 
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